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Martedì, Luglio 24th / 2012
– di Maria Laura Barbuto –
Italia / Crisi / Mercati / Economia / Borse / Spread / Esecutivo / Governo Tecnico / Premier / Lega Nord / Elezioni / Dimissioni / Politica / Euroburocrazia / Costituzione / Sovranità popolare / Austerità / Rigore / Roberto Maroni / Silvio Berlusconi / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Unità d'Italia / 150° Compleanno
“Dimissioni ed elezioni anticipate”: l'accorata
preghiera di Roberto Maroni
Il segretario del Carroccio le canta al Governo.
Nei prossimi giorni Maroni incontrerà i vari
rappresentanti politici nel tentativo di
“ripristinare la democrazia”.
Roma – Che a livello nazionale, nei confronti dell’operato del governo guidato dall’illustre Professor Mario Monti, ci sia un (ri)sentimento generale, è cosa certa e diffusa: a interpretare il malcontento popolare, questa volta, ci ha pensato il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni, il quale nella giornata di ieri non si è risparmiato e le ha cantate di santa ragione a tutto il team dell’esecutivo. “Dimissioni ed elezioni anticipate” sono le parole chiave utilizzate dal leader del Carroccio nei confronti del premier italiano: sul suo profilo Facebook, infatti, Maroni ha scritto proprio questo, ricordando nello specifico le responsabilità del Governo tecnico in relazione ad uno spread altissimo (che non accenna a scendere) e al caos creato nelle borse.
Maroni: "Al voto in Autunno!"
“Al voto in autunno” implora il segretario della Lega, che vede nelle elezioni anticipate l’unica via d’uscita in grado di ridare stabilità alla politica ed ai mercati nazionali, “visto che – precisa Maroni – quello di Monti è un governo non più stabile né affidabile”. La drammatica situazione vissuta dai mercati ha decretato la “morte” definitiva ( senza alcuna possibilità di resurrezione politica ) di questo Governo e – a detta dello stesso rappresentante della Lega Nord – “visto che peggio di così non si può andare, tanto vale prenderne atto , interrompere l’agonia (causata) da questo esecutivo e andare al voto in autunno” . Agonia: nessun’altra parola avrebbe espresso meglio ciò che il caro premier sta facendo vivere al popolo italiano. L’agonia di un’euroburocrazia, alla quale siamo stati – letteralmente – costretti a sottometterci, espropriati forzatamente della nostra sovranità nazionale con la complicità di Re Giorgio Napolitano – e proprio nel 150° compleanno dell'"Amata Italia" – da una "banda tencina" che avrebbe dovuto risollevare, almeno in teoria, le sorti di un’Italia malata e preda facile delle “nazioni forti europee” e soprattutto dei "poteri forti internazionali".
Per il "Bene" dei "Poteri Forti"
Ma, come generalmente accade, la pratica rompe la grammatica ed il rigore e l’austerità tanto corteggiati, si sono rivelati un bluff cosmico che non ha fatto altro che aggravare una crisi – oseremmo dire – risolvibilissima se solo si fossero seguite altre strade e se si fosse pensato realmente al bene della nazione intera. “Bisogna aprire il paracadute – ha detto Maroni – altrimenti ci sfracelliamo perché non siamo più sull’orlo del baratro, ma ci siamo completamente dentro”. Nei prossimi giorni il politico leghista ha fissato un incontro con i rappresentanti degli altri partiti affinchè ci possa essere un accordo importante per ripristinare la democrazia, profanata da una nomina a Presidente del Consiglio di un tecnico che non è stato scelto dal popolo che, come riconosce e stabilisce la nostra Costituzione, è titolare della sovranità.
Pezzi di Politica smascherano il "Jocker Nazionale"
Maroni ha previsto anche un incontro con l’ex premier, Silvio Berlusconi, al fine di discutere di un possibile rilancio del Nord. Staremo a vedere cosa succederà: per il momento pare che Monti sia stato – finalmente – smascherato. Da SuperMario si è trasformato in una sorta di Jocker nazionale. Peccato, per lui, che l’abbiano capito tutti e che l’unica via di salvezza per l’Italia sarebbe la sua firma sì, ma per le dimissioni.
Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)
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