Sabato, Dicembre 29th/ 2012
– di Sergio Basile –
Mercoledì, Maggio 9th / 2012
Commissione Ue / Onu / Sviluppo / Programma / Investimenti / Energia sostenibile / Privati / Andris Piebalgs
Terra – Energia e Corsa all'accaparramento
delle risorse. Si al capitale privato:
asse di ferro Onu-Ue.
Il Commissario Piebalgs: programma “Energia
per tutti” prioritario per Ue
Bruxelles – Nelle scorse settimane si è rafforzata l’asse Ue-Onu sull’energia sostenibile per espressa dichiarazione del Commissario Ue allo Sviluppo, Andris Piebalgs, che per la verità aveva già espresso la linea della Commissione Barroso sull'energia, lo scorso 21 febbraio, in occasione dell’audizione tenuta presso l’emiciclo del Parlamento europeo. La comune strategia, a quanto pare, passerebbe per la modernizzazione dei servizi energetici; per il raddoppio dell'efficienza energetica; e per il raddoppio dell’utilizzo delle energie rinnovabili nel mix energetico globale. Secondo Piebalgs “l'Ue, che fornisce oltre la metà degli aiuti globali allo sviluppo appoggia in pieno i tre target e si impegna per la loro realizzazione. Uno degli esempi concreti di questa azione europea – nota il commissario – è stato la recente inaugurazione della linea elettrica fra Etiopia e Djibouti, che porterà energia pulita, low cost e rinnovabile a migliaia di persone nei prossimi anni. Prioritario sarà inoltre – conclude – la volatilità dei prezzi e la sicurezza energetica; i cambiamenti climatici, incluso l'accesso alle tecnologie a basso contenuto di carbonio; un accesso a servizi energetici puliti, sicuri, convenienti e sostenibili.”
Il coinvolgimento del capitale privato: Opportunità o pericolo?
La Commissione Ue ha speso in media 315 milioni di euro all’anno negli ultimi sette anni – soldi degli Europei, provenienti, è bene ricordarlo, da rimesse statali – per migliorare la situazione energetica nei Pvs. Altri milioni potrebbero piovere dall’alto per la campagna “Energia sostenibile per tutti”. Tuttavia – secondo il Commissario – le azioni nel settore dell’energia a livello globale “dovranno essere realizzate con il pieno coinvolgimento del settore privato e con ogni sforzo per ottenere fondi con prestiti dalle banche di sviluppo e investimenti da altre fonti private”. D’altra parte la tendenza del coinvolgimento del settore privato nei grandi progetti d’investimento è una prerogativa tipica e costante del neoliberismo dominante nell’Unione, ma ciò non deve fare abbassare la guardia dei cittadini europei, che devono vigilare attentamente sul mantenimento di quei requisiti minimi di garanzia di un servizio, come quello energetico, fruibile da tutti ed a costi popolari. Cartelli a parte.
"L'assurda corsa" e la resa dei conti della Terra
Tale priorità, quella dell'accaparramento energetico, può considerarsi il motore della geopolitica mondiale, in un pianeta Terra in cui per troppo tempo i profeti del neo-liberismo hanno raccontato – a partire dagli anni Settanta, con Friedman, e ancor prima con i teorici della Scuola Austriaca – Von Hayek e Von Mises – la favola di una sviluppo infinito e di un mercato in continua espansione, capace di autoregolarsi. Mito della crescita infinita e di un benessere materialistico che – se vogliamo – va contro tutti i dettami e gli insegnamenti della stessa fisica e della stessa morale. Pertanto, in prospettiva di un progressivo ma repentino esaurimento delle scorte energetiche e delle risorse di idrocarburi e carbone – accantonato il pericolo del nucleare: troppo rischioso perchè fuori controllo sia in fase di smaltimento che di produzione – i grandi della Terra stanno adottando tutte le misure possibili per accaparrarsi – come se si trattasse di una grande partita a Risiko – le ultime risorse rimaste, spesso ai danni delle classi più deboli ed indifese, e delle regioni della Terra più bistrattate e malgovernate (che spesso sono invero, proprio le più ricche: vedi regioni africane) soggette a gravi forme di neo-clonialismo (vedi precedenti articoli in "Qui Europa") con la compiacenza di governanti al soldo delle multinazionali e delle lobbies.
Lo sguardo agli ultimi
Per fortuna – consentiteci – tutto ha un termine, e su questa folle corsa, che lascia morire coloro i quali non riescono a tenere il passo, un giorno regnerà un giustizia che non appartiene a questo mondo. Di questo ne siamo certi! Intanto, però, spetta a noi lottare in tutti i contesti nei quali operiamo, per difendere i diseredati, gli ultimi e la democrazia, con gli straordinari mezzi del dialogo e dell'istruzione, della formazione e della coerenza. Ciò per contribuire a creare una nuova classe politica consapevole, moralmente alta e protesa al bene comune. Non è utopia: uomini come Giorgio La Pira ce lo insegnano!
Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)